La sera stessa del 14 Novembre, convocati da studenti francesi, ci siamo incontrati davanti all’Ambasciata d’Italia a Parigi, dove abbiamo trovato la resistenza dei flics (sbirri) e delle transenne all’entrata di rue Varenne. Allora ci siamo spostati all’Istituto Italiano di Cultura dove era in corso una conferenza del fotografo Mimmo Jodice e abbiamo preso la parola presentandoci e spiegando i motivi della nostra protesta. Anche successivamente è stato questo il metodo che ha caratterizzato molte delle nostre azioni : incursioni in luoghi di cultura (festival, conferenze e dibattiti) per sensibilizzare il maggior numero di persone, italiane e francesi, e far parlare del nostro movimento il più possibile negli ambienti in cui si discute di sapere, educazione e cultura in generale. È stato questo il caso dell’intervento alla tavola rotonda internazionale alla Fondation de l’Allemagne della Cité Universitaire che aveva per tema “La modernizzazione dei sistemi universitari europei” con rappresentanti di governi e università europee e al Film Festival Italiano Miracolo. Abbiamo partecipato alla giornata franco-italiana del 2 dicembre il cui titolo era “Les changements de l’environnement : défis et opportunités pour la société, l’économie, la recherche et le développement technologique en Europe” (Cambiamenti dell’ambiente : sfide e opportunità per la società, l’economia, la ricerca e lo sviluppo tecnologico in Europa) e a cui sono stati invitati tra gli altri la ministra dell’ambiente Prestigiacomo, il Preside dell’Università privata Bocconi di Milano Mario Monti e il Sindaco di Milano Letizia Moratti. La conferenza era pressoché deserta e Prestigiacomo e Moratti non sono intervenute. Peccato. Coi nasi rossi da clown abbiamo applaudito a chi se la canta e sa la suona da solo, a chi non prevede la partecipazione reale di cittadini a una discussione di interesse pubblico, abbiamo applaudito più forte perché “il diritto alla preventiva informazione e partecipazione attiva in merito a ogni intervento sui territori deve essere garantito a tutti”. Abbiamo aderito inoltre agli eventi di protesta organizzati dai gruppi francesi : il 20 Novembre c’è stato uno sciopero generale nel mondo dell’educazione e una manifestazione a Parigi a cui hanno partecipato circa 150000 persone e a cui ci siamo aggregati con un nostro spezzone ; il 27 un gruppo di ricercatori (sauvonslarecherche) hanno lanciato un presidio per bloccare il CdA del CNRS in cui si sarebbero dovuti approvare tagli ai fondi, licenziamenti e alcune misure volte allo smantellamento del centro in vari istituti. All’occupazione della sede del CdA, ostacolata dalla polizia (come si dice appunto : tutto il mondo è paese !), è seguita una manifestazione di qualche migliaio di persone e un presidio al Ministero della Pubblica Istruzione, a cui eravamo presenti. In serata abbiamo sostenuto l’occupazione della sede dell’ANR [b](Agence National de la Recherche ) [/b]da parte dei ricercatori, durata una decina di ore, e terminata con lo sgombero forzato da parte della polizia. Lo stesso giorno 27 Novembre altri di noi hanno partecipato ad un presidio al Salone dell’Educazione insieme agli insegnanti delle scuole. Abbiamo cominciato a frequentare le lezioni di Université Alternative, che organizza corsi di autoformazione su argomenti non affrontati durante l’orario regolare…le iniziative sono molte e cerchiamo di gestire le forze.
Adesso stiamo cercando di organizzarci per la creazione di attività di promozione culturale,concineforum, lezioni in piazza, l’ imminente partecipazione attiva a un workshop sulla Ricerca e l’Università in Italia e soprattutto per la sensibilizzazionein vista dellosciopero del 12 Dicembre.
Qualcuno si lamenta o addirittura abbandona preoccupato dalla precarietà di un movimento nato spontaneamente e destinato a morire a giugno, con il ritorno degli studenti nei rispettivi paesi, ma il ricambio è continuo e altri arrivano, chi per caso chi perché ne ha sentito parlare dall’amico dell’amico che l’ha letto…e anche se il gruppo in parte si sfalderà con la fine dell’anno accademico, lascerà qui, a Parigi, in Francia, una progettualità politica aperta, l’energia che è scaturita rimarrà e le idee che sono state messe in circolo pure, perché si continui a coltivarle e ad alimentarle, e tutti quelli che, invece, partirannole porteranno con sé, nella propria città…avete presente la capacità che ha l’acqua di diffondersi ?
Vague européenne...European Wave...Onda Europea...Europäische Welle...Ευρωπαϊκό κύμα...Vaga Europeia...Europejska fala....